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Benvenute e benvenuti!

Per informazioni o per l'iscrizione a Servas Porte Aperte contattate il Coordinatore o il Local Help più vicino.
In fondo alla pagina si trovano i contatti.

Servas in Veneto

Le socie e i soci veneti sono attivi!

Naturalmente agli incontri sono benvenuti tutti i soci, di ogni città, regione e nazione!
I dettagli degli eventi si trovano sul calendario nella Home Page

e-mail: veneto@servas.it

Coordinatore regionale
Prov.localitàNometelefono casacellularetelefono lavoroscrivi a
VI Villaga Francesca Guarato 0444 868 574 347 94 49 343 francesca.guarato
Local Help
Prov.localitàNometelefono casacellularetelefono lavoroscrivi a
BL Sedico Pina Sabatini 0437 827 71 pina.sabatini
PD Padova Patrizia Dal Zotto049 868 5297 328 69 42 689 patrizia.dalzotto
RO Santa Maria Maddalena Diana Padovani 349 64 21 026 diana.padovani
TV Treviso Rosella Vendramini 388 0486197 rosella.vendramini
VE Spinea Mario Burlando 041 998763 mario.burlando
VI Bassano del Grappa Carmine Benegiamo 0424 501 398 348 05 31 351 carmine.benegiamo
VR Negrar Ilario Flavio Sebastiani045 6000023 347 29 78 775 ilarioflavio.sebastiani





Ali per la Pace


L’idea

Qualcuno di voi ricorda la canzone "Viva la gente"? E' vero, è un po' vecchiotta come età anagrafica ma è ancora giovane e viva nei nostri cuori in quanto canta dell'altro, del nostro simile vicino o lontano e si adatta perfettamente allo spirito Servas dove la Pace la proponi e la mantieni attraverso l'incontro con le altre persone.
Di quella canzone vorrei, in particolare, ricordare la strofa che fa

...Dal nord e dal sud, li vedevo arrivar,
come grandi fiumi che discendon verso il mar.
È proprio una gran festa, fatta apposta per un re,
vale più delle cose la gente che è qui con me...

Ricordando questo, il 18, 19 e 20 marzo prossimi alcuni soci del Veneto, e non solo, hanno intenzione di fare "i fiumi che discendono verso il mare" partendo dalle loro case in bicicletta per ritrovarsi a Venezia, il capoluogo e simbolicamente il centro (il cuore, la mente, lo stomaco dei veneti…), per portare con loro un segnale di Pace e farlo sbocciare in Piazzale Roma. In effetti non tutti coloro che si vogliono incontrare a Venezia arriveranno in bicicletta da casa, qualcuno si aggiungerà all'ultimo momento facendo solamente qualche chilometro in compagnia... ma che importa, lo spirito è quello della festa e trovarsi assieme per testimoniare l'ideale di Pace che alberga nei nostri cuori.

Perché la bicicletta? Perché è un viaggiare dolce, che non violenta il territorio attorno a noi, che non inquina l'aria che respiriamo, che ha un ritmo umano e permette di "scoprire" quello che ci attornia (bello o brutto che sia).
Qual'è il programma? Semplice, chi desidera partecipare tira fuori dalla cantina la bicicletta, sfratta i ragni che hanno indebitamente trasformato un mezzo di piacere in casa a uso e consumo loro, toglie le ragnatele che in questi decenni si sono accumulate, olia la catena, gonfia le gomme, verifica che i freni funzionino e poi, senza tanto pensare, ci sale sopra e...via, direzione Venezia, la città dei dogi.
Non ha importanza se i chilometri da fare sono ad una, due o tre cifre, pedalata dopo pedalata scorrono silenziosi e lenti sotto le sue ruote e, proprio perché lenti, gli lasciano il tempo di pensare, di guardare...di vivere.

Ma se parte sabato, perché la strada gli sembra tanta, dove dormirà? Che farà tutto solo la sera? Assolutamente no. Lui sa che lungo il suo percorso ci sono tante persone come lui che amano la Pace, che vorranno chiacchierare con lui, che saranno disposti a stringersi un po' per fargli posto a tavola e condividere un pasto con questo viaggiatore...

Sono i soci Servas. E questi soci non sono soli, hanno invitato anche altri amici e quella sera, durante o dopo la cena, parleranno di questa loro associazione, di come si sentano coinvolti anche se viaggiano o ospitano poco, del piacere di "conoscere" il fratello".

Detto così sembra tutto molto bello, ma come faccio ad essere sicuro di farcela? Le mie gambe non pedalano da tempo, il mio sedere è più abituato al divano che alla dura sella, ho qualche chiletto di troppo...

Niente paura, mai spaventarsi in anticipo. Comincia con il rimettere in sesto la bicicletta già domani, anzi meglio oggi, e riprendi quel vecchio esercizio che facevi da ragazzo e vedrai che le gambe piano piano "ricorderanno" e scoprirai che il sedere non è diventato quel pappamolla che credevi. I chili? Tutti ne abbiamo in abbondanza, basta non pensarci troppo e, soprattutto, pedalare con calma tanto non c'è premio per chi arriva primo. L'altra cosa che lentamente riaffiorerà alla mente sarà il piacere dell'aria tra i capelli, un po' frizzantina in questi giorni ma che la doccia calda al rientro trasformerà in un colorito rubizzo quasi da ubriaco come l'umore stranamente allegro che sale dallo stomaco e libera le bollicine nella testa... e se ancora non sei convinto, tieni presente che esistono anche i mezzi pubblici che, una volta stanco, ti possono portare a destinazione senza sentirti obbligato a fare l'eroe.

Allora vuoi venire? Iscriviti per dire che anche tu vuoi partecipare per testimoniare la Pace e per passare due giorni in compagnia.

Le novità 2016


Come hai letto, l’idea alla base di questo progetto è di estrema libertà e autonomia in bicicletta ed è lo spirito che vorrebbe animare questo evento ma abbiamo pensato anche a coloro che sono disposti a limitare un po’ la loro libertà a favore di una condivisione anche nel viaggiare e così quest’anno abbiamo pensato anche ad un percorso particolare che, chi lo desidera, potrà fare in compagnia.

L’appuntamento, per chi ha libertà di tempo, è a Conegliano con la possibilità di essere ospitati presso i padri dehoniani (sacerdoti del Sacro Cuore) e ceneremo assieme ad alcuni soci locali (cena condivisa o presso una struttura in funzione del numero dei partecipanti). Il mattino successivo, in compagnia partenza verso Treviso lungo strade secondarie. In tarda mattinata arrivo a Treviso, pranzo e poi via verso Venezia lungo la ciclabile del Sile. Arrivo a Quarto d’Altino e, abbandonata la ciclabile, ci dirigiamo per strade secondarie verso Mestre e poi Spinea dove arriveremo nel tardo pomeriggio. A Spinea sistemazione presso alcuni soci Servas fino al raggiungimento della loro disponibilità e per i rimanenti presso B&B che prenoteremo in funzione del numero degli iscritti. Cena tutti assieme in un qualche semplice locale indicatoci dai soci.

La mattina successiva partenza per il Parco di San Giuliano con vista di Venezia e della laguna. Ritrovo per il pranzo comunitario presso Forte Marghera dove terminerà l’incontro. Rientro libero, per chi lo desidera si potrà essere accompagnati alla stazione ferroviaria di Venezia Mestre per il rientro con il treno.

Il programma


  • Venerdì 18/03/2016
    • Incontro a Conegliano nel tardo pomeriggio, sera con ritrovo presso i Padri Dehoniani in Via Costa Alta n.1
  • Sabato 19/03/2016:
    • due possibilità, la prima in bicicletta verso Treviso (Km 29 pianeggianti) l’altra con il treno sino a Treviso. Dopo la ciclabile del Sile sino a Quarto d’Altino (Km 28 pianeggianti) e poi, per strade secondarie, arrivo a Mestre e Spinea (Km 22 pianeggianti). Sistemazione presso i soci e cena comunitaria.
  • Domenica 20/03/2016:
    • da Spinea al Parco di San Giuliano e Forte Marghera. Pranzo comunitario e poi fine dell’incontro con rientro libero.

Possibilità


Le possibilità di adesione sono diverse, a te la scelta. Puoi unirti alla compagnia a partire da:
  1. Venerdì a sera a Conegliano
  2. Sabato mattina a Conegliano
  3. Sabato a Treviso
  4. Sabato sera a Spinea
  5. Domenica mattina a Spinea

Costi

Non è possibile in questo momento dare una indicazione precisa dei costi perché legata al numero dei partecipanti. Possiamo però dirti che i padri dehoniani per alloggio e colazione chiedono un’offerta e si è deciso di dare loro 15 euro. La cena pensiamo di farla condivisa e suddivideremo le spese. Il pranzo del sabato lo proponiamo con dei panini e la spesa verrà suddivisa. La cena del sabato sarà presso una struttura e il costo potrebbe oscillare attorno ai 20-25 euro tutto compreso. Il pranzo della domenica potrebbe oscillare attorno ai 15-20 euro. La cifra più consistente potrebbe essere la sistemazione del sabato sera se il numero dei partecipanti superasse la disponibilità dei soci. A Spinea i B&B hanno cifre che oscillano attorno ai 60-70 euro per due persone (colazione inclusa). Facendo un conto veloce si potrà variare da 60 a 120 euro per i 3 giorni.

Nota

Iscrizione solo on-line cliccando QUI
MI SPIACE MA LE ISCRIZIONI SONO SCADUTE IL GIORNO 11 MARZO 2016

Per confermare l’iscrizione, è necessario effettuare un bonifico come acconto e conferma di partecipazione di importo pari a 50 euro sul conto intestato a Ermanno Gaiga IBAN: IT 32 U 05034 59750 000000001965
Il numero massimo di partecipanti è 25 di cui 5 sono riservati agli ospiti stranieri. L’incontro potrà essere modificato in relazione al tempo meteorologico o a cause di forza maggiore. In caso di mancata partecipazione, l’acconto verrà restituito detratte le eventuali spese sostenute.
Per ulteriori informazioni potete contattare: Ermanno Gaiga cell. 335 81 96 165 – releone a siaprogetti.it


Incontro provinciale - VERONA 4 ottobre 2015

Su iniziativa di Ermanno, il “nostro” coordinatore (regione Veneto), e su proposta della sottoscritta per la scelta del “posto” per stare in compagnia, ci siamo incontrati verso la fine di ottobre per una cenetta vegetariana presso L'Opificio dei sensi, che è una cooperativa sociale che offre, tra l'altro, anche servizio ristorante in un bellissimo casale ultracentenario ed in mezzo al verde.
In una graziosa saletta, con tanto di caminetto acceso, ci siamo ritrovati in 14, tra cui una nuova iscritta (incredibile ma vero), il suo giovane figlio (ancora più incredibile!!!!!!!), una simpatizzante, tre “vecchi” soci incalliti, tra i quali la sottoscritta, il local help Flavio Sebastiani, Mariella Gelain e altri soci più o meno nuovi a fare tante piacevolissime chiacchiere come tra vecchi amici.

Ermanno ci ha illustrato in sintesi ciò che è stato discusso all'ultimo incontro ufficiale Servas e cioè che occorre trovare un nuovo modo di fare “insieme” Servas affinché essa dia segno di rinnovamento, si tolga un po' di polvere che la copre per resistere agli assalti di nuovi strumenti informatici più veloci e dinamici che stanno mettendo in crisi il vecchio modo di mettersi in comunicazione per trovare una porta aperta e per iscriversi all'interno dell'associazione.
Non è un caso che l'età media non sia bassa, ma medio -alta.
Auguriamo ad Ermanno, così come ha comunicato a tutti gli iscritti, che lascerà il posto di coordinatore per aiutare l'associazione a rifarsi il trucco, secondo alcuni pareri, o semplicemente a mantenersi giovane e scattante secondo altri.

Rita Martini

Assemblea Regionale 2015


Assemblea SERVAS Veneto del 4 Ottobre 2015 a Forte Marghera
Nonostante le brutte previsioni è andato tutto bene, molto bene dal punto di vista meteorologico, un sole inaspettato ci ha rallegrato con un bel tepore autunnale , meno bene dal punto di vista della partecipazione dato che su una ottantina di porte aperte del Veneto ci siamo ritrovati solo in 17 più due “simpatizzanti”
Al mattino è stata tenuta la riunione dei soci in cui si è discusso principalmente dei seguenti argomenti:
  • ipotesi di eliminazione del bollino per la LOI inglobando il costo per i viaggiatori nel costo complessivo dell’iscrizione a Servas. Con questa ipotesi, essendo tutte le porte aperte già autorizzate a viaggiare Servas, anche all’estero, si semplifica notevolmente tutto l’aspetto burocratico (invio bollini, interviste, compilazione della LOI, …), si risparmia il costo delle raccomandate e delle possibili perdite di bollini. Oltre a ciò l’eliminazione potrebbe incrementare il numero dei viaggiatori dato che uno dei principi di Servas e non solo di aprire le proprie case ai viaggiatori ma anche aprirsi agli altri conoscendo altre porte aperte con tutti i vantaggi e svantaggi che si può incontrare entrando in case di sconosciuti.
  • Incontro internazionale Servas. In questo incontro si valuterà questa proposta che è stata inoltrata anche dalla Germania
  • Mancata risposta alle richieste dei viaggiatori. Annoso problema che si aggrava di anno in anno di cui i viaggiatori giustamente si lamentano e che mette in discussione la validità dell’iscrizione come soci. Il problema potrebbe essere affrontato se fosse possibile inserire un “feedback” da parte di viaggiatori nella scheda degli ospiti. Il progetto SOL potrà risolvere questa esigenza?
  • Elezione del nuovo Coordinatore Regionale. Considerato che l’attuale coordinatore regionale Ermanno Gaiga si è presentato quale candidato per il Comitato Esecutivo nazionale e il suo mandato è, anche, in scadenza si è parlato della sua successione. Dopo una presentazione delle attività che deve svolgere il Coordinatore si è discusso tra i presenti per verificare le relative disponibilità a ricoprire questo ruolo. Alla fine è stata eletta Francesca Guarato, che ha già ricoperto il ruolo di Coordinatrice e di conseguenza conosce molto bene quali sono le competenze necessarie. Un applauso da parte di tutti ha sottolineato l’augurio di buon lavoro a Francesca.
  • Iscrizioni anno 2016 e/o arretrati, ed elezioni. Si è colta l’occasione per raccogliere le iscrizioni, dei presenti che lo desideravano, delle quote sociali per il nuovo anno entrante e/o quelle dell’anno in corso per chi non aveva regolato la quota in precedenza. Si è parlato delle prossime elezioni Servas e alcuni soci hanno consegnato le proprie schede elettorali, racchiuse in duplice busta come prevede il regolamento Servas, al coordinatore per la consegna a mano alla presidente Annamaria Tentella.

Nel pomeriggio il sig. Mauro Scroccaro ci ha raccontato la genesi e l’evoluzione del campo trincerato di Venezia, una storia poco conosciuta anche dai Veneziani e poi, rallegrati dal sole, è stata fatta una rapida visita ai ruderi del forte e alle grandi potenzialità che quest’area ha ma che a causa delle difficoltà burocratiche ed ora anche economiche viene lasciata andare in malora, eccettuati i locali gestiti dalla cooperativa Controvento e dalla Marco Polo System che gestiscono alcuni locali molto utilizzati dai giovani .

Mario Burlando


Servas in bici

Altopiano di Asiago 12-13 settembre 2015
''1915 2015 Un secolo di Guerra e Pace sull’Altopiano''

Incontro ad Asiago settembre 2015

Iniziativa promossa da Servas Veneto per ricordare il centenario del primo conflitto mondiale. L’altopiano di Asiago è uno dei luoghi simbolo della Grande Guerra in Italia. L’enorme sacrificio di vite umane su entrambi i fronti, la provenienza eterogenea delle nazioni combattenti, la durezza degli scontri e lo sconvolgimento del paesaggio, della struttura viaria e delle consuetudini delle popolazioni locali fanno dell’Altopiano dei sette Comuni uno dei luoghi d’Europa maggiormente segnati dalle operazioni belliche.

leggi la pagina con tutte le informazioni

Breve resoconto e commenti dell'esperienza fatta ad Asiago


Una cosa che volevo condividere con tutti è la gioia che ho dentro per questi due giorni trascorsi assieme. Adesso che l'adrenalina è scesa, prepotente compare la stanchezza e la tensione accumulata per l'organizzazione e il buon funzionamento generale ma ciò che sento di più è il piacere che ho provato e che adesso sale e si espande dentro me, come un buon caffè il cui piacere lo gusti con la lingua, il naso, con tutto te stesso e ti accompagna per l'intera giornata. Questo buon sapore che rimane non è SOLO merito dell'organizzazione ma di tutti coloro che hanno partecipato mettendoci il loro modo di essere, la loro spontaneità, la loro capacità di stare assieme, per cui mi sembra giusto che ci facciamo un complimento a noi stessi che, come gruppo, abbiamo trovato il giusto amalgama.

Grazie A TUTTI.
Ermanno

Trincea di raggi, maledizioni, quanti fratelli son morti lassù!
Finirà  dunque ‘sta flagellazione... di questa guerra non se ne parli più! 
Fuoco e mitragliatrici si sente il cannone che spara...


Chitarra, flauti e voci: questo canto di Pina e Sandro (Servas di Belluno) ci muove e com-muove in questa serata di nuvole e freddo. La musica entra nella pelle e ti lascia lo stupore.

Siamo ad Asiago, un gruppo di Servas in bici (e un gruppo a piedi) e cerchiamo di capire.
Capire che senso ha avuto una guerra così crudele? Capire perche oggi non siamo ancora stanchi di procurare dolore o semplicemente non ci sentiamo coinvolti e siamo indifferenti al dolore degli altri?

Ci siamo ritrovati di venerdi 11 settembre per un fine settimana Servas, in una Casa di Accoglienza sull’Altopiano (posizione strategica… meraviglia di abeti rossi e faggi!!!) gestita da Suore sorridenti, in località Cesuna di Asiago.
Ermanno subito a far onori di casa e giro di abbracci.. e sorrisi... e amicizie nuove e vecchie che si riallacciano.

Il programma in bici, dapprima su ciclabile (ex ferrovia), e poi su strada militare erta e sterrata ci porta a riunirci al gruppo dei camminatori alla Malga Zebio, ai 1700 metri del Monte omonimo, sotto un cielo grigio e freddo.

Attorno alla cima dello Zebio corre l’Altipiano. Oggi i boschi di abeti si sono ripresi i pascoli. I caprioli e i galli cedroni si nascondono al nostro passaggio. In questa pace, sembra incredibile, si svolsero durissimi combattimenti (raccontati anche da Emilio Lussu in “Un anno sull’Altipiano”), che nell’estate del 1916 e nel giugno del 1917 videro i soldati italiano tentare inutilmente di sfondare le linee austriache.

Lasciate le bici, saliamo a piedi alla Crocetta, dove troviamo ancora postazioni e trincee. Da qui più tardi, su mulattiera, scendiamo verso la zona chiamata “mina di Scalambron” (dove una mina italiana esplose forse per un fulmine o forse per errore l’8 giugno 1917, uccidendo 120 soldati della Brigata Catania che erano in perlustrazione in vista dell’imminente attacco all’Ortigara). La collina è sventrata. Mughi e rododendri e muschio coprono le pietre. Un cippo ricorda.

Visitiamo anche il rifugio Stalder dov’è ricostruita una trincea didattica e dove si trova il cimitero militare della Brigata Sassari, che qui scrisse coi suoi cosiddetti “Diavoli rossi” una delle sue pagine più sanguinose. Guardiamo i nomi sulle croce. Nomi sardi. 20 anni, 22 anni, 25 anni. E la rabbia si mescola ai pensieri. Che senso ha ricordare oggi queste morti se non ne cogliamo un messaggio per il nostro “qui ed ora”? Non abbiamo avuto (e non abbiamo oggi) il coraggio di dire “NO”. E mi tornano in mente le parole chiare di Mario Rigoni Stern, in uno dei suoi ultimi dialoghi :
“Avevamo dietro le spalle la Storia, che ci aveva aperto gli occhi su quello che eravamo noi e su quel che erano coloro i quali ci venivano indicati come nostri nemici. Quello che ci avevano insegnato nella nostra giovinezza era tutto sbagliato. Non bisognava credere, obbedire, combattere. E l’obbedienza non doveva essere cieca, pronta e assoluta.

Avevamo imparato a dire NO sui campi della guerra. È molto più difficile dire NO che SI.
Ripeto spesso ai ragazzi che incontro: imparate a dire NO alle lusinghe che avete intorno. Imparate a dire NO a chi vi vuol far credere che la vita sia facile. Imparate a dire NO a chiunque vuole proporvi cose che sono contro la vostra coscienza. Seguite solo la vostra voce. È molto più difficile dire NO che SI.

Raffaella Rota

Bellissima relazione Raffaella!
Grazie a te ed a tutto il gruppo!!!!

Pina

Domenica 13


In programma oggi c’è la camminata sul Monte Lemerle poi la visita al cimitero inglese e a quello italo-austriaco della Val Magnaboschi. Come ieri, ci saranno due gruppi – quello a piedi e quello in mountain-bike. Le previsioni sono ok per il mattino ma pioggia nel pomeriggio. Partiamo non prestissimo e io vado con i Pedoni.

La natura è sempre bella - gli alberi hanno la dignità dell’età, sono alti, diritti. Nel bosco si sentono le voci del nostro gruppo come un fruscio di foglie, si sente lo scrocchio dei ramoscelli nel sottobosco. E il silenzio. Un silenzio avvolgente, confortante. Ti aiuta a metter ordine nei tuoi pensieri, nelle emozioni contrastanti. In questi giorni, mi sono sentita frustrata, non riuscivo a conciliare la gioia che mi suscitava la bellezza del paesaggio con la profonda tristezza che provavo alla vista delle trincee.

E un forte bisogno di capire, come ha scritto così bene Raffaella nel suo articolo. Dopo una sosta alla Selletta del Monte Lemerle e al Comando inglese del 9° Staffordshire Regiment, arriviamo alla nostra destinazione: il cimitero inglese e quello austro-ungarico. Per mia formazione (sono stata insegnante di inglese al Liceo per tanti anni), sono attratta al cimitero inglese, mi fermo a leggere i nomi,le età, la provenienza. Sempre quel senso di vuoto dentro che in me è spesso preludio al pianto. Quando arrivano tutti, Ermanno mi invita a leggere la poesia che ho portato, come piccolo contributo: ho scelto una toccante poesia di Wilfred Owen (1893-1918), Futility. Il poeta inglese morì nelle trincee in Francia una settimana prima della firma dell’Armistizio.


Futility

by Wilfred Owen

Move him into the sun—
Gently its touch awoke him once,
At home, whispering of fields half-sown.
Always it woke him, even in France,
Until this morning and this snow.
If anything might rouse him now
The kind old sun will know.

Think how it wakes the seeds—
Woke once the clays of a cold star.
Are limbs, so dear-achieved, are sides
Full-nerved, still warm, too hard to stir?
Was it for this the clay grew tall?
—O what made fatuous sunbeams toil
To break earth's sleep at all?

Futilità

di Wilfred Owen

Spostatelo al sole -
Una volta il suo tocco lo svegliava con gentilezza,
A casa, sussurrando di campi appena seminati.
lo svegliava sempre, perfino in Francia,
Fino a questa mattina e a questa neve.
Se qualcosa potesse svegliarlo adesso
Il gentile vecchio sole lo saprebbe.
Pensa come risveglia i semi -
Svegliò, una volta, l’argilla in una fredda stella.
I suoi arti, creati così perfetti, i suoi fianchi
ricchi di nervi, ancora caldi, sono così difficili da spostare?
Fu per questo che l’argilla fu plasmata?
Oh, per quale ragione faticarono gli sciocchi raggi del sole
Per interrompere il sonno della terra?


Un grazie di cuore a tutti!
Elena
Servas, PR

Ed ecco alcune foto



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Visita a Madrid

3-8 settembre 2015
relazione di Chiara Calabrò

Sono stata per la prima volta a Madrid per cinque giorni e per la prima volta ho fatto una vacanza tutta Servas, nel senso che sono stata ospite per tutto il periodo. Avevo scritto a tre soci: due day host e un host, mi hanno risposto Anna day host e Narciso host.

Avevo già ricevuto da Anna il nome dell'hotel NH vicino alla famosa stazione di Atocha, ma Narciso ha insistito perché andassi da lui per tutti 5 i giorni. Ho accettato, perché, quando viaggio da sola, mi fa piacere avere la compagnia di chi vive sul posto.

Narciso, esperto host, la prima sera mi ha dato tutti i suggerimenti utili per muovermi nella città, mi ha fatto comprare il biglietto conveniente di 10 corse in bus o metro e mi ha fatto vedere le fermate più vicine. Riceve molte richieste e ospita molti soci Servas da ogni parte del mondo nel corso dell'anno. Era molto occupato, usciva la mattina presto e tornava la sera dopo le sei, abbiamo comunque avuto modo di discorrere di vari argomenti quali la musica sua fortissima passione e commentare le mie visite ai musei e giardini della città.

La sera dopo il mio arrivo veniva rappresentata “La bella addormentata” con il primo balletto di Berlino e l'orchestra di Madrid. Narciso è riuscito a trovare un biglietto anche per me, così ho potuto vedere una rappresentazione rara e magnifica al Teatro Real; dopo abbiamo fatto la “movida” come tutti i madrileni e cenato a mezzanotte.

Anna mi ha dato appuntamento il penultimo giorno e mi ha invitata a pranzo all'aperto vicino al centro con altre quattro sue amiche, una Servas Diane che vive vicino a Madrid e le altre inglesi. Così eravamo al tavolo sei insegnanti in pensione: Anna tedesca, una spagnola, tre inglesi e io italiana. Secondo gli orari del luogo, il pranzo è cominciato alle tre e finito alle cinque.

Madrid mi ha stupita per la quantità di giardini, la pulizia, la bellezza dei palazzi, la superficie ondulata su colline che continuano al di fuori dell'area abitata e si ammirano da vari posti.
Si mangia e si beve bene a poco prezzo, è facile spostarsi, è bello e sicuro passeggiare sui larghi marciapiedi e zone pedonali con bei negozi.

Un'esperienza decisamente positiva

Un piccolo fiore da una socia

Carissimi!

vi mando un piccolo assaggio del nuovo progetto chiamato "di fiore in fiore" al quale abbiamo tanto lavorato io e Sandro del Duca.


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E' un progetto al quale tengo molto, spero vi piaccia e spero di aver presto occasione per farvelo ascoltare dal vivo!
Grazie e a presto

Pina




hanno contribuito a questa pagina: Ermanno Gaiga , Roberto Alberini , Matteo Pedani , Matteo Pedani , Pina Sabatini , Lavinia Cozzi e Anna Cristina Siragusa .
pagina modificata il Monday 06 di Marzo, 2017 10:59:20 CET da Ermanno Gaiga.

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