Comunicato Ufficiale

Scritto da Foresti Sebastiano il 08-07-2025

Il Comitato Esecutivo di Servas Italia, in coerenza con i propri valori, sente doveroso ribadire, oggi più che mai, le istanze pacifiste contro la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, ed esprime una chiara e ferma contrarietà alla corsa agli armamenti che le grandi potenze stanno intraprendendo. Denunciamo sia il riarmo di tutti gli Stati, motivato dalle tensioni in Medio Oriente e nell’Europa dell’Est, sia la crescita esponenziale degli investimenti nell’industria bellica. La nostra solidarietà amicizia e vicinanza va a tutte le popolazioni del mondo vittime di tali scelte che ne pagano le conseguenze con indicibili sofferenze. Siamo convinti che chiunque voglia la pace debba preparare la pace.

Esprimiamo, in particolare, la nostra vicinanza al popolo palestinese, non vittimizzandolo ma credendo nella sua capacità di resistenza alla violenza sistematica che subisce da oltre 70 anni e che si è trasformata in distruzione completa negli ultimi due anni. Condanniamo nello stesso tempo i metodi terroristici e violenti che vengono usati come mezzi di resistenza, ribadendo la necessità invece di tenere un dialogo sempre aperto e il rispetto del diritto internazionale. A tal proposito, condividiamo le denunce della Corte Penale Internazionale e dell’ONU, che rimangono i massimi organismi multilaterali di difesa e promozione del diritto internazionale. 

Purtroppo, a fronte di precisi attacchi, o a fronte di storiche inimicizie, si tende a credere che lo strumento della guerra possa essere in qualche modo giustificato e si tende a ricercare cause che possono motivare la violenza. Il CE, senza polarizzarsi nel dibattito politico e restando fedele allo Statuto dell’Associazione, si distanzia apertamente da qualsiasi attore nella scena internazionale che pensi che la guerra sia inevitabile, se non addirittura necessaria.

Crediamo che la nonviolenza sia l’unica via possibile e che il dialogo ed il rispetto dei diritti umani prevalgano, a garanzia di un percorso di pace e di giustizia duratura tra tutti popoli del mondo.

Dobbiamo mantenere la speranza. Forse Servas non avrà il potere di cambiare le grandi dinamiche geopolitiche, ma, come altre associazioni a cui i nostri soci aderiscono, nel confronto e nell’incontro con culture diverse, costruisce ponti e relazioni, abbattendo i muri, presentando la pace come unica, vera possibilità di risoluzione. 

Partecipando attivamente, organizzando incontri, parlando dei conflitti e delle loro soluzioni pacifiche, esprimiamo il nostro dissenso e diventiamo quegli operatori di pace che auspicava il nostro fondatore Bob Luitwailer, alla cui fede e convinzione nella nonviolenza dobbiamo la nostra esistenza.  

Ancora con viva speranza,   

 

Il C.E. di Servas Italia

 

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